Menabò intervista Alessandro Calascibetta

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Passione, esperienza e talento: sono questi gli elementi che hanno portato Alessandro Calascibetta, responsabile dei periodici RCS, ad essere una voce autorevole nel mondo della moda.  Raccontarla senza giudicare è l’imperativo categorico per garantire l’eccellenza.  Menabò ha avuto il piacere di intervistarlo.

Alessandro, quali sono state le tappe più importanti della tua carriera? Come hai cominciato a lavorare nel mondo della moda?
Ho lasciato la facoltà di Medicina al quarto anno con le idee un po’ confuse circa il mio futuro. Una cosa è certa: NON ero in fissa con la moda, curavo il mio modo di vestire ma non ero un appassionato di moda. Attraverso un amico comune, conobbi il caporedattore di L’Uomo Vogue: stavano cercando un assistente, ho accettato senza sapere precisamente di cosa si trattasse. La vita di redazione mi affascinava, dopo tre mesi ero redattore ordinario. La mia vera passione non è la moda in sé ma il fatto di poterla raccontare, soprattutto attraverso l’immagine: la creazione di una foto di moda mi eccita oggi come il primo giorno. Dalla Condè Nast sono passato in Edimoda (Rusconi) come redattore moda “servizi speciali” per “Mondo Uomo”, che ho lasciato dopo qualche anno per assumere il ruolo, nel 1991, di fashion director per Harper’s Bazaar Uomo. Nel 2000 ho fondato la rivista trimestrale “Uomo” (ex Gruppo Futura), che ho diretto fino al 2003, anno in cui sono diventato direttore moda uomo per i maschili RCS: Style, Max, Io Donna. Da poco più di un anno, sempre per RCS, ho inaugurato un blog/magazine: The Men Issue, curo una colonna su Sette e sono responsabile del comparto moda del sito di Max: Max.Gazzetta.it

Cosa ti ha portato, nonostante i tuoi numerosissimi impegni, alla creazione di un’identità digitale? Cosa rappresenta per te TheMenIssue.com?
The Men Issue è una piattaforma di stile e moda uomo, nella quale pubblico immagini di servizi usciti sulla carta o che produco apposta per il blog. Scrivo recensioni di sfilate (solo uomo), carico foto del passato tratte dal mio archivio personale ed esprimo pareri sul sistema. Effettivamente mi porta via molto tempo ma sono entusiasta.

Un buon giornalista di moda è…
Uno che sa parlare di moda senza giudicarla. E’ logico e legittimo avere un parere personale, un proprio punto di vista; ma è scorretto esprimere giudizi negativi “assoluti” perché restano pur sempre commenti soggettivi, anche se motivati da un’esperienza lunga ventisette anni compiuti, come nel mio caso. La moda va descritta, spiegata. Le critiche sono necessarie, se sono costruttive, ma l’accanimento è una vigliaccheria perchè i designer non hanno diritto di replica.

Milano e Parigi. Quali sono state le proposte FW 2014 che ti hanno stupito ed entusiasmato maggiormente?
Questa stagione – secondo me – Milano ha vinto su Parigi. Ciò premesso, va detto che le proposte sono tante, che non significa “troppe”; quello che colpisce è che la moda sta vivendo un momento di creatività straordinario, come non vedevo da almeno dieci anni. La moda maschile, già dalla P/E in vendita adesso, “riparte” da ora: è l’anno zero.

Cosa pensi del modo in cui il sistema moda si avvicina ai blogger?
Temo che ci sia molta confusione sull’argomento; penso che le industrie e i designer stiano prendendo le distanze da alcuni blogger. E penso che il “blogger” debba puntare sulla competenza più che sull’apparenza. Tra poco il sistema si stancherà delle foto dei loro prodotti accompagnate da commenti tipo “I fell so good with my new…..bag!!! It’s so cool!” Il blog è un’importante forma di comunicazione: la moda deve essere trattata con maggior rispetto.

Oggi è ancora possibile per l’uomo essere elegante? Cos’è l’eleganza per Alessando Calascibetta?
Certo che lo è! Basta avere coscienza dei propri limiti, anagrafici ed estetici. Cos’è l’eleganza per me? Seguire la moda senza che si veda.

Alessandro, sei d’accordo con Franca Sozzani quando dice “l’attore è la moda, non le comparse!” denunciando l’atteggiamento del pubblico che partecipa alle sfilate troppo preoccupato alla posizione che gli viene assegnata e agli outfit degli altri? Cosa cattura la tua attenzione durante gli show?
E’ vero, “l’attore è la moda”, ma poi sono “le comparse” che ci devono lavorare: noi della stampa e i buyers. Perciò, la “preoccupazione” per il sitting è legittima quando sei in prima linea: alcuni press office davvero non li sanno fare e questo mette di malumore, è normale. Guardo come sono vestiti gli altri alle sfilate così come per strada, per deformazione professionale, ma non conosco l’invidia. Se invidiano me è un problema loro. Durante gli show mi concentro talmente tanto sui vestiti che non guardo più in faccia i modelli.

In generale qual è il tuo rapporto con la moda?
Mi piacciono i bei vestiti ma non ho la smania di averne troppi. Spesso mi vesto nello stesso modo per due o tre giorni consecutivamente.

Qual è l’elemento di moda a cui non sapresti proprio rinunciare?
La cravatta e le brogue.

Progetti futuri?
Non posso mica dirti tutto…..

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Alessandro, what were the most important milestones of your career? How did you begin working in the fashion industry?
I dropped out of Medicine College during my fourth year with pretty confused ideas about my future. One thing was certain: I was NOT obsessed with fashion, I cared for my look and they way I dressed but I was not too involved. Through a mutual friend, I met the chief editor for Vogue Man: they were looking for an assistant, and I took the job without not really knowing what to expect. I was fascinated with the newsroom life, after three months I was an ordinary journalist. My real passion is not fashion itself but the possibility of talking about it, especially through imagery: the creation of a fashion photograph excites me today the same way it did the first day. From the Condè Nast I went to Edimoda (Rusconi) as a “special service” writer for “Mondo Uomo”, which I left after a few years to take the job of, in 1991, fashion director for Harper’s Bazaar Uomo. In the year 2000 I founded the quarterly magazine “Uomo” (ex Gruppo Futura), which I directed until 2003, year in which I became fashion director for the male RCS magazines: Style, Max, Io Donna. For a little over a year now, always for RCS, I inaugurated a blog/magazine: The Men Issue, I am in charge of a column in Sette magazine and am responsible for the fashion area of the Max website: Max.Gazzetta.it http://Max.Gazzetta.it

What brought you, despite your numerous commitments, to the creation of a digital identity? What does TheMenIssue.com http://TheMenIssue.com mean for you?
The Men Issue is a man fashion and style platform, in which I post images of printed pieces or that I produce specifically for the blog. I review fashion shows, upload photographs of the past from my personal archive and give my opinion on the system. It actually does take away a lot of time but I am very enthusiastic.

A good fashion journalist is…
One that can take about fashion without judging it. It’s logical and understandable to have a personal opinion, a self point of view; but it’s unfair to give “absolute” negative opinions because they are still subjective comments, even if they are coming from a 27 year experience such as mine. Fashion has to be described, explained. Critiques are necessary, if they are constructive, but always targeting particular designers is cowardly because designers don’t have the change to reply.

Milan and Paris. What were the FW 2014 proposals that astounded and excited you the most?
This season –in my opinion- Milan beat Paris. With that being said, I have to say that the proposals were quite a lot, which does not necessarily mean “too many”; what really strikes me is that fashion is living a moment of extraordinary creativity, like I haven’t seen for at least 10 years. Male fashion, starting from the P/E on sale now, “restarts” now: it’s the year zero.

What do you think about the way the system calls out to bloggers?
I fear that is a lot of confusion on this argument; I think that some industries and designers are distancing themselves from some bloggers. And I think the “blogger” should focus on competence rather than appearance. Pretty soon the system will get tired of pictures of their products with such comments as “I feel so good with my new ….bag!!! It’s so cool!” The blog is an important form of communication: fashion must be treated with the utmost respect.

Is it still possible for today’s man to be elegant? What is elegance for Alessandro Calascibetta?
Of course it is! It’s important, though, to know your limits, both esthetic and of age. What is elegance for me? Follow the fashion trends without being seen.

Alessandro, do you agree with Franca Sozzani when she says “the actor is fashion, not the extra!” by denouncing the fashion shows public’s behavior which is too preoccupied with the position they are assigned and other people’s outfits? What captures your attention during the shows?
It’s true, “the actor is fashion”, but it’s the “extras” that have to work in it: us fashion journalists and buyers. Therefore, the “preoccupation” of where you’re sitting is legitimate when you are in the front row: some press offices really don’t know how to do it and this upsets the mood, it’s normal. I look at how others are dressed at a fashion show as I would do walking in the street, a professional habit, but I am not at all envious. If they envy me it’s their problem. During the shows I concentrate on the outfits so much that I don’t even look the models in the face.

What’s your relationship with fashion like?
I look good outfits and don’t need to own too many. I usually dress the same way for two or three days in a row.

What fashion element would you not be able to do without?
The tie and the brogue.

Future projects?
I can’t tell you everything…..

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  • http://www.facebook.com/missdeltag Eleonora Neovecchiostile Della

    Ammirazione pura. 

  • Dgvictims

    Bellissima intervista …. diplomatica

  • http://www.thefashioncommentator.blogspot.it/ The Fashion Commentator

    Bella l’intervista e bravo lui. Mi piace molto la sua linea di pensiero ed il suo stile.
    Alessandro – http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

  • Mauro Barone

    Stima per Calascibetta e per Mr. Menabò sempre eccellente!