Menabò intervista Giuliano Federico

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Intuito, genialità e grande conoscenza della società moderna e dei suoi mezzi di comunicazione hanno portato Giuliano Federico a diventare uno dei personaggi più in vista del panorama del mondo web e non solo; founder di Braga+Federico e di AnnaDelloRusso.com, Editor in chief di Swide.com e Editor di CameraModa.it, Menabò, che lo segue da sempre con attenzione, ha avuto il piace di intervistarlo.

1) Giuliano, qual è stato il tuo primo incontro con il sistema moda? Come si è scandito il tuo contributo in questo mondo?

Ho iniziato nel negozio di abbigliamento di mio padre a Chieti, nel 1987, avevo dodici anni. Lo aiutavo nei ritagli di tempo tra scuola e basket. Ho imparato molto. Mi piaceva quando “facevamo i campionari”. Quello che oggi si chiama buying. Alcuni marchi piccoli, mandavano rappresentanti in negozio. Altri avevano lo showroom a Pescara, o a Roma. Andavamo sempre al Pitti a Firenze. In provincia ho imparato molto, è stata una grande scuola. Parlo degli effetti della moda sulla massa e del sistema moda, in tutte le sue implicazioni anche economiche.

2) La comunicazione è un ambito molto affascinante. Tu sei uno dei pionieri e sostenitori del web. Qual è la direzione che sta prendendo nello specifico quella della moda?
Grazie. Non sono un pioniere, ma ringrazio e comprendo cosa vuoi intendere. Il tema comunicazione e moda mi sembra molto ampio. Ma voglio rilanciare, anche per provocarti. Quindi ti faccio un pippotto ancora più generale.
Credo che l’umanità sia travolta da una radicale mutazione strutturale nella distribuzione dei dati. Questo sta abbattendo sistemi. Siamo davanti non già a una crisi sistemica, ma a una catena di crisi sistemiche interconnesse tra loro. Tra pochi decenni questa rivoluzione che per oggi possiamo definire digitale, diventerà neuronale. Quando il cervello sarà direttamente connesso alle reti digitali, ci sarà una polverizzazione dei piani conoscitivi. Mi fermo qua, sto naturalmente provocando.
Pensa a questo, però. Come sai, ci sono già gadget di cuffiette con orecchie di coniglietto di peluche che reagiscono alle emozioni di chi le indossa. Quindi questo scenario è molto meno lontano di quanto si immagini. Chissà cosa disegnerebbe uno come Heidi Slimane con una tecnologia così? Forse comunque un pantalone skinny. La moda ha il potere di andare molto avanti o tornare molto indietro, con un impeto arrogante e anarchico, che ne decreta il fascino da visionaria progressista e l’allure da fustigatrice reazionaria. Credo che la capacità di opporre repentine accelerazioni o brusche frenate sia un talento che continuerà a essere il giusto modo di restare un’industria “diversa”.

3) Che ruolo hanno i social network nel tuo lavoro di scouting di talenti? Se dovessi sceglierne uno su tutti quale sarebbe?
Hanno un ruolo fondamentale come ormai per qualsiasi recruiting professionale intorno al tema della comunicazione e dell’intrattenimento. Forse dopo internet, è ora di archiviare anche la parola “social network”, che definirei archiviati in quanto fenomeni, per annoverarli a pieno titolo nella normalità. Mia madre ha quasi sessant’anni e mi lascia ogni tanto la buona notte sulla mia pagina privata di Facebook. Questo non significa archiviare i social network, anzi si tratta di non reputarli più come fatto eccezionale. Personalmente il mio social network preferito è Tumblr.

4) Come nasce l’idea di creare un’identità online di GAYtv? Come ricordi quell’esperienza?
Fu un’esperienza gloriosa, il sito nacque come costola di una tv meravigliosa, pioniera di linguaggi e foriera di talenti. Fu magico. Era il periodo in cui il ghetto aveva un senso editoriale. Per me fu una grande occasione per imparare a fare contenuto editoriale online. La mia tecnica era molto semplice, all’italiana (sai, due spaghi e via…) Metà contenuto di impegno alto, metà contenuto “visivamente gradevole”. Spesso l’aggettivo “gradevole” significava bei ragazzi. Cercammo di scardinare una certa estetica manzi, muscoli e disco-club tipico dell’iconografia gay stereotipata, per transitare verso un’adesione alla bellezza maschile più vicina a quella dei magazine di moda. Fu divertente. Al contempo cercavamo di spingere per un atteggiamento di impegno un po’ antagonista rispetto alle solite incrostazioni di Arcigay e della sinistra, che dava per acquisiti i voti della comunità LGBT italiana. Ricordo una volta fui aggredito verbalmente dall’allora Onorevole Concia. Eravamo in una sala di Montecitorio ed ero stato invitato dai Radicali a moderare un dibattito su una delle molteplici trattative per una legge sulle coppie di fatto. Non ricordo bene quale provocazione avessi mai pronunciato per irritarla così, ma mi spaventai molto e decisi che non avrei mai più sfiorato la politica. Sergio Rovasio, dei Radicali, persona limpida e amabile, cercò di rincuorarmi, ma ci rimasi malissimo. L’aggressione verbale mi lascia senz’armi. Non l’accetto mai e anzi la fuggo. Non mi interessa. Quel giorno decisi anche che quel modo di intendere il ghetto gay non mi interessava più in termini professionali. Oggi sono ancora direttore di testata di GAY.tv, ma non mi occupo più della direzione editoriale che è in capo a Endemol.

5) Online tutto è più veloce, il rischio è quello di creare un prodotto scadente. Qual è il segreto per garantire sempre la qualità nei contenuti?
Io non credo più neanche alla parola “online”. La trovo passata. Cosa significa “online”? Ho appena comprato una smart tv. Dai Simpson su Fox passo a Rai1, poi guardo Facebook e poi un video su Youtube, faccio uno skype con mia madre, guardo un film da itunes. Tutto sullo schermo che un tempo si chiamava tv. Ma cos’è la tv? Non capisco perché si parli anche ancora di tv.
Ecco. La polverizzazione delle piattaforme e le interconnessioni trasversali tra nuovi livelli di distribuzione ci chiama a due imperativi. Il primo è che se vuoi bucare l’attenzione e conquistare una massa enorme attraverso molte piattaforme, hai bisogno di un budget buono al servizio di idee eccellenti. Il secondo è che devi poterti permettere di non piacere a tutti. Consiglio anzi a tutti di lavorare, negli obiettivi di target, anche su una tecnica “a togliere”. Non solo a chi devi piacere, ma anche “a chi non devi piacere”. Un esercizio certamente non nuovo, ma che consiglio di perseguire insistentemente di questi tempi.

6) Sei il direttore di Swide il blogazine firmato Dolce&Gabbana. Cosa ha portato il brand alla creazione di una realtà editoriale cosi strutturata?
L’idea di raccontare un lifestyle intorno al brand; raccontare storie non solo strettamente connesse alle attività della casa madre, ma anche semplicemente affini al dna del marchio. Per esempio raccontare l’italianità, intesa come identità culturale. Una sorta di umanesimo italiano che credo sia amato in tutto il mondo, un patrimonio che il nostro popolo si è conquistato nella storia. In questo senso, quello è il quadro valoriale su cui cerchiamo di lavorare in redazione con i ragazzi di Swide.

7) Giuliano, ci racconteresti qualcosa su Modecracy e l’unione Braga + Federico? Quali sono i vostri progetti?
Braga+Federico è composta da me e Marco Braga. Lavoriamo su alcuni progetti. Preferisco non parlarne troppo, non mi piace l’autopromozione. Stiamo lavorando con alcune aziende italiane di eccellenza e siamo molto contenti di sentire pulsante e vivo il motore di creatività e voglia di fare che c’è a Milano e in generale nell’ambito del made in Italy. È il momento di buttarsi e fare cose nuove.

8) Anna dello Russo è uno dei personaggi più discussi e più amati della moda. Com’è lei dietro le quinte?
Questo non è dato saperlo. Io tengo molto al mio privato. Spero non sia un problema. Posso dirti che Anna è sorprendente nel privato.

9) Ti occupi dei contenuti per il portale CameraModa.it. Il sito è costantemente aggiornato ed esiste anche un’applicazione per iPhone. Qual è lo stato attuale nella moda italiana?
Credo che la Camera della Moda debba dare segnali di cambiamento molto forti e subito, altrimenti credo sia meglio chiudere baracca e dichiarare la propria inadeguatezza. Sono molto duro e voglio essere molto duro: il sistema moda italiano merita un ricambio generazionale. Naturalmente i vecchi stilisti restino pure padroni delle proprie maison, ci mancherebbe, ma per ciò che riguarda i media e le istituzioni, è tempo di aria nuova. Dai direttori di giornali alla Camera, da certi potentati ormai scricchiolanti alle diffidenze tra i grandi brand, è il momento di nuovi protagonisti e nuovi atteggiamenti costruttivi. Sono sicuro che nessuno debba farsi da parte, perché i nuovi protagonisti emergeranno anche contro le resistenze dei dinosauri. Sono fiducioso, a Milano c’è un’energia in movimento palpabile.

10) Chi ti segue sa del tuo amore per Spiderman. Perché è il tuo supereroe preferito?
Spiderman tesse reti da un grattacielo all’altro! Non è meraviglioso? Lo amo fin da ragazzino in realtà. Ma parliamo di oggi.
Spiderman mi piace, perché credo che “Da un grande potere deriva una grande responsabilità” sia uno dei messaggi più adeguati alla contemporaneità e che più ci prepari a un futuro che a suo modo tende alla distribuzione di diritti e poteri. La verità è che tutti dovremmo essere un po’ Spiderman e maneggiare con responsabilità il potere che le nuove tecnologie della comunicazione permettono.

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Insight, genius and great knowledge of modern society and its means of communications have made Giuliano Federico one of the most prominent people in the web world and beyond it; founder of Braga+Federico and AnnaDelloRusso.com, Editor in chief of Swide.com and Editor of CameraModa.it, Menabò, which has always followed his steps with great attention, had the pleasure of interviewing him.

1) Giuliano, what was your first encounter with the fashion system? How have you marked your contribution in this world?
I started in my father’s apparel store in Chieti, in 1987, when I was 12 years old. I helped him when I had time to spare between school and basketball. I learned a lot. I really enjoyed it when we ordered stuff for the next season. Some small brands sent their representatives directly to the store, other had their showroom in Pescara, or Rome. We always went to Pitti in Florence. That was definitely like a school to me. I learned a great deal; I’m talking about the effects of fashion on the masses and fashion system, in all its implications also economical.

2) Communication is a fascinating world. You are one of the pioneers and supporter of the web. In which direction, specifically the fashion one, is it going?
Thank you. I’m not a pioneer, but I thank you and understand what you mean. The communication and fashion world is a big one. But I want to answer back, also to provoke you a little. Therefore I’ll give you a highly general answer. I think humanity is overwhelmed by a radical structural mutation of information distribution. This is demolishing all systems. We are not only in front of an economical crisis, but also an interconnected systemic one. In a few decades this revolution that, for the moment, we can define as digital, will become neural. Once the brain will be directly connected to the digital networks, there will be a pulverization of all cognitive plans. I’ll stop here, naturally I’m just provoking.
Think about this, though. As you know there already exists a plush bunny ear gadget that reacts to the emotions of the person wearing it. So this scenario is not as far away than you might think. I wonder what someone like Heidi Slimane would create with such technology as this. Maybe only skinny pants. Fashion has the power of going very far in the future or in the past, with an anarchic and arrogant fit, that decrees her progressive visionary charm and reactionary scourge allure. I believe that the ability to oppose sudden accelerations or sudden brakings is a talent that will continue to be the right way to remain in a “different” industry.

3) What role do social networks have in your talent scounting job? If you had to choose only one, which would it be?
They have a fundamental role as they do in any professional recruiting of communication and entertainment talents. Perhaps after internet, we should also archive the word “social network”, which I would say is already archived as a phenomenon, it is now part of normality. My mother is almost 60 years old and tells me goodnight on my private facebook page. This doesn’t mean we have to archive social networks, but rather stop thinking of them as an exceptional event. Personally my favorite social network is Tumblr.

4) How did the idea of creating an online identity for GAY.tv? What do you remember of that experience?
It was a glorious experience, the website was born as a part of a wonderful tv, pioneer of languages and harbinger of talents. It was magical. It was a time in which the ghetto had an editorial sense. It was for me a great chance to learn how to create online editorial contents. My technique was quite simple, Italian (you know, “two spaghetti and let’s go…”), half high commitment content and half “visually pleasing”. Usually the adjective “pleasing” meant beautiful guys. We tried to move away from the stereotypical meat, muscles and disco-club type man to a more male beauty as seen in fashion magazines. It was fun. At the same time we were pushing towards an antagonist commitment with respect to the usuals Arcigay and leftist movement, who thought they had already won the Italian LGBT vote community. I remember I was once verbally abused by the member of parliament Concia. We were in a Montecitorio (Italian Parliament) hall and I had been invited by the Radical Party to moderate a debate on the possible law for same sex marriages. I don’t remember exactly what kind of provocative comment I made to irritate her that way, but I was really scared and vowed to never go near politics again. Sergio Rovasio, such a nice guy, from the radical party, tried to cheer me up but I still took it pretty badly. Verbal abusement leaves me without any weapons. I never accept it and actually run from it. It does not interest me in the least. That day I also decided that that way of intending the gay ghetto did not interest me in a professional way anymore. Today I am still the GAY.tv director but I am not charge of the editorial creation whose responsibility is now Endemol’s.

5) Online everything is faster, the risk is that of creating a poor product. What is the secret of always guaranteeing high quality in contents?
I don’t believe in the word “online” anymore. I think it’s past. What does “online” mean? I just bought a smart tv. From the Simpsons on Fox I switch to Rai1, then look at Facebook, watch a video on YouTube, Skype with my mother, watch a movie from iTunes. Everything on a screen that was once called tv. But what is tv? I don’t understand why we still talk about tv.
There. The pulverization of platforms and trasversal interconnections between new levels of distribution calls us to two imperatives. The first is that if you want to break the screen and conquer the masses through lots of platforms, you need a decent budget to go hand in hand with excellent ideas. The second is that you must realize that not everyone is going to like you. I advise everyone to work, in their targets, on a “cutting” technique. You must realize not only who is to like you, but also who is not to like you. Not a new exercise but I still encourage everyone to do it. Right now!

6) You are the director of Swide, the Dolce&Gabbana blogazine. What brought the brand to create such a structured publishing reality?
The idea of telling a lifestyle around a brand; telling stories not only connected to the headquarters, but also kindred to the Dolce and Gabbana style. For example talking about italianity, meant as a cultural identity. A sort of Italian humanism that I think is loved all around the world, a heritage that our population has conquered throughout the years. In that sense, that is the framework of values that we try to work on with the Swide team.

7) Giuliano, would you tell us something about Modecracy and the Braga + Federico union? What are your projects?
Braga+Federico is made up of me and Marco Braga. We work on a few projects together. I don’t like to talk about it too much, I don’t like auto-promotion. We are working with a few Italian companies of excellence, we are really happy to feel the pulsing creativity and desire to create that is in Milan and more generally in the made in Italy world. Now is the time to try something new.
Anna dello Russo is one of the most discussed and loved people of the fashion world. How is she behind the scenes?
This I cannot say. I keep a lot of details for me. I hope it’s not a problem. But I can tell you that Anna is quite surprising in private.

9) You are in charge of the CameraModa.it portal (Italian Fashion Chamber). The website is constantly updated and even an iPhone app exists. What is the current status of Italian fashion?
I think that the Camera della Moda needs to give, immediately, strong signals of change, otherwise I think it should close and declare its inadequacy. I’m very hard and want to be very hard on this: the Italian fashion system deserves a generational replacement. Naturally the old stylists can be masters of their own masions, but speaking of media and institutions it’s time to change. From the directors of magazines and newspapers to the same Fashion Chamber, from certain potentates to the creaking among the great italian brands, it is now the time for new characters and constructive attitudes. I’m sure that no one needs to leave the stage, because the new protagonists will emerge even against the resistance of these old dinosaurs. I’m really confident, there is a really good vibe in Milan.

10) Whoever follows you knows of your love for Spiderman. Why is he your favorite superhero?
Spiderman weaves spiderwebs from skyscraper to skyscraper! Isn’t it wonderful? I’ve loved him since I was a child. But let’s speak of today.
I like Spiderman, because I think the phrase “from a great power comes great responsibility” is one of the most adequate messages for the present and a great hope for the future. The truth is that each and every one of us should be a little bit like Spiderman and handle with care the responsibilities of the new technologies.

 

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  • http://twitter.com/maurosabbarone Mauro Barone

    Personalità attuale e proiettata verso il futuro. Complimenti! Bellissima intervista!