Menabò intervista Mustafa Sabbagh

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Mustafa Sabbagh nasce in Giordania ad Amman e studia architettura all’Università di Venezia. La sua formazione avviene presso gli studi di Richard Avedon a Londra e nel 2007 collabora con il prestigioso central Saint Martins college of Art and design.
Numerose sono le riviste che hanno pubblicato i suoi lavori, ricordiamo Arena, The Face, Vogue Italia, l’Uomo Vogue, Mondo Uomo, Rodeo, Gasby, Front, Kult, Zoom on Fashion Trends, Sport & Street, d di Repubblica.
La sua non è una semplice fotografia di moda, anche se dai suoi scatti si percepisce una formazione “fashion” ma una ricerca costante del bello, consacrato in momenti di forte impulso erotico ed emotivo.

1. Mustafa, qual è stato il tuo primo approccio con la fotografia? Quando hai capito che fare fotografia sarebbe stato il tuo lavoro?
Una vecchia Polaroid trovata per caso…e così è nato un grande amore. quando ho capito che non potevo e non volevo fare altro…ed in fondo non so fare altro.

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2. Nei tuoi scatti si percepisce un background “fashion”. Quanto la moda influenza il tuo modo di fotografare?
La moda intesa come atto creativo mi esalta ma mi da un senso di nausea se è fatto solo per il consumo , ho sempre cercato di aprire dei solchi in una morale prestabilita, in un concetto di bellezza dogmatico che ci è dato e che diventa per noi un nuovo burqa”.

mustafa_sabbagh143. Le tue foto sono vere rappresentazioni. Oltre a una buona dose di erotismo qual è il messaggio che vuoi lanciare?
La mia ricerca non vuole essere tanto eclatante, nel senso che io non voglio sorprendere a tutti i costi. Cerco di dare lettura alle piccole sfumature che ognuno di noi porta, i segni che ognuno ha su se stesso in un determinato arco di tempo che può essere lungo, quindi è segnato dall’età, dalle rughe, oppure corto quindi segnato, ad esempio, dalla forma delle calze strette. Insomma, metto in luce le piccole sofferenze quotidiane che non sentiamo neanche più perché ci siamo abituati. Nei miei scatti la luce non dà mai profondità, cerco sempre la piattezza quasi a voler indicare che la profondità deve trovarsi nel messaggio. La luce deve essere uno strumento ‘morbido’ che avvolge il soggetto senza ‘violentarlo’”. la fotografia è liberazione dell’individuo.

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4. “Il bello risiede nella mente di chi lo contempla” Quando, secondo te, un corpo è interessante da fotografare?
Non parlerei di bello o brutto, la fotografia non si fa con la macchina fotografica ma con il proprio desiderio di registrare le nostre più profonde ossessioni.

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5. Perché la nudità maschile viene ancora spesso erroneamente considerata come pornografia?
La vera rivoluzione personale inizia con l’accettazione del proprio corpo che è specchio della nostra mente, purtroppo per una forma di morale errata si considera il nudo come un affronto ad un’estetica bigotta figlia di un pensiero oscurantista e bigotto.

mustafa_sabbagh156. Intimità, esaltazione del corpo e della pelle. Come ti piace definire il tuo lavoro?
Un atto erotico che non si consuma mai, in primis con il soggetto. Poi diventa un rapporto aperto con chi la guarda.

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7. Quali sono gli spunti a cui attingi per il tuo lavoro? Hai altre passioni oltre la fotografia?
La pittura classica, i miei vecchi romanzi, tanto cinema e perché no…il sesso virtuale. Eviterei di parlare di tutte le altre passioni, diventerei noioso

mustafa_sabbagh48. C’è molta differenza tra scattare foto o girare video?
Lo scatto è la sintesi, è la ferita immediata, un gesto quasi onanistico. Girare un video richiede tecnicamente il coinvolgimento di più persone ma nella sostanza dell’immagine non vedo molta differenza.

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9. Da fotografo cosa pensi di social network come Instagram? Ti piacciono?
Oggigiorno la gente è molto disincantata perché è continuamente sommersa dalle immagini. In un contesto del genere, le foto devono portare con sé un messaggio capace di far riflettere in modo che la gente si fermi, senza cercare di sorprendere a tutti i costi perché il pubblico, oramai assuefatto, tende a stupirsi al massimo per trenta secondi e poi dimentica facilmente. Dietro la foto che cattura anche l’istante più spontaneo ci deve essere sempre la progettualità. Una foto che viene bene senza essere stata progettata non è una foto mia.

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10. Tre consigli per tutti quei ragazzi che vogliono fare il tuo mestiere?
Cultura, applicazione e coraggio. (aggiungerei anche grande apertura mentale)

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11. C’è una situazione particolare che ti piacerebbe raffigurare in una foto? Nel tempo hai realizzato tutto quello che ti è venuto in mente?
Una? direi cento, migliaia..

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12. Progetti in corso?
Diverse mostre in internazionali.

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body escape from mustafa sabbagh on Vimeo.

Mustafa Sabbagh was born in Amman, Jordan and studied architecture at the University of Venice. His formation takes place Richard Avedon studies in London and in 2007 collaborates with the prestigious central Sain Martin college of Art and design.
Many are the magazines that have published his works of art, such as Arena, The Face, Vogue Italy, Uomo Vogue, Mondo Uomo, Rodeo, Gasby, Front, Kult, Zoom on Fashion Trends, Sport & Street, d di Repubblica.
His are not simply fashion photographs, even though from his shots you can clearly perceive a “fashion” formation there is always a constant research for the beautiful, consacrated in strong moments of erotic and emotional impulses.

1.Mustafa, what was your first approach to photography? When did you know that photography was going to be your job? An old Polaroid found by chance, and that’s how a big love was born. When I understood that I could not and did not want to do anything else…in the end I don’t know how to do anything else.

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2.In your photos a “fashion” background can be perceived. How much does fashion influence your photography? Fashion meant as a creative act exhalts me but also gives me nausea if it is only made for consumption, I’ve always tried to open furrows in a predetermined moral, in a dogmatic concept of beauty that is given to us and that then becomes for us a new burqa.

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3.Your photos are real representations. Besides a good erotic one what message do you want to send? My research does not want to be much eclectic, in the sense that I don’t want to surprise at all costs. I try to give a reading of all the small shades that each of us brings, the signs that each of us has in a period of time that can also be quite long, therefore marked by age, wrinkles, or a short time and therefore marked by, for example, tight socks. In short I give light to all those small daily sufferings that we don’t even notice anymore because we are so used to them. In my photos light never gives depth, I always research flatness almost to indicate that depth must be found in the message. Light must be a soft instrument that wraps the subjects without “raping” it. Photography is the liberation of the individual.

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4.“Beauty is in the eye of the beholder” When, for you, is a form worth picturing? I would not talk about beautiful and ugly…photography is not created through a camera but with the own desire of recording the deepest obsessions.

mustafa_sabbagh235. Why is male nudity still erroneously considered as pornography? The real personal revolution begins with the acceptance of their own body which is a mirror of our mind, unfortunately due to a wrong moral form nudity is considered as a slight to bigoted aesthetics born from a bigoted and obscurantist thought.

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6. Intimacy, exhaltation of the body and skin. How do you like to define your job? An erotic act that never takes place, first of all with the subject. Then it becomes an open relationship with those who view it.

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7. What are the cues that you use for your job? Do you have other passions besides photography? Classic paintings, my old novels, lots of cinemas and why not, virtual sex. I’d rather not talk about other passions, I’d become boring.

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8. Is there a lot of difference between taking pictures and shooting videos? The picture is a synthesis, it is the immediate wound, an almost onanistic gesture. Shooting videos requires technically the implication of more people but in the essence of the image I don’t see too much of a difference.

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9. As a photographer what do you think of social networks like Instagram? Do you like them? Nowadays people are very disenchanted because they are continuously submerged by images. In such a context pictures must bring with them a message that is able to make people think and stop, without trying to surprise the public at all costs, now accustomed, that tends to be shocked for 30 seconds but then forgets easily. Behind the photo that you shoot even in the most spontaneous instant there must be some project behind it. A picture that comes out well without being thought of first is not one of mine.

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10. Three advices for young people that want to do your job? Culture, application and courage (I would also add very open minded)

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11. Is there a particular situation that you would like to capture in a photograph? Over time have you photographed all that you wanted to? One? I’d say 100, thousands.

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12. Future projects? Various international exhibitions.

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